Monrio
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ADN-N

Phono Preamp

Bedo Moroni - Digital Video n.38 - Settembre 2002

La mia personale simpatia per il marchio italiano Monrio non risponde a nessun preconcetto nazionalismo, né ad alcun fatto che non investa la sfera dell’assolutamente oggettivo, semplicemente ogni volta mi stupisco di come l’azienda piacentina riesca a proporre, costantemente, prodotti di livello veramente superiore a prezzi impossibili per la concorrenza. Eppure la produzione è tutta interna, non ci sono né operai cinesi sfruttati né bambini vietnamiti ad assemblare gli oggetti, probabilmente la questione sta tutta in una eccellente ottimizzazione della progettazione e della produzione e nel saper accontentarsi di ricarichi umani.
La sigla ADN non è nuova per Monrio, di essa si fregiava un altro pre phono, a mio avviso eccezionale, di ben altra complessità costruttiva, di ben altra flessibilità, ma anche di ben altro prezzo. Certo soppesando le confezioni del vecchio e del nuovo (e credo proprio che il suffisso N nella sigla sia per “new”) ADN, un pizzico di delusione la si prova. Ma è un sentimento immediatamente fugato dalla constatazione del rapporto tra prestazioni e prezzo di questo nuovo e assai più abbordabile pre phono.
Di linea estetica semplice ma gradevole, dotato di un piccolo alimentatore separato, l’ADN-N è un pre phono decisamente versatile, grazie alla possibilità di essere pilotato sia da testine MM che MC (la scelta avviene tramite lo spostamento di ponticelli interni, operazione estremamente semplice – il pre è predisposto in fabbrica per l’impiego con testine MM) e alla possibilità di selezionare impedenza e guadagno tra due valori
(47 kohm e 100 ohm per l’impedenza, 42.2 o 62 dB per il guadagno).
L’interno mostra una buona realizzazione, con una scheda madre pulita e ordinata cosparsa di eccellenti componenti. La reiezione del rumore e l’isolamento dalle interferenze vengono realizzati mediante l’impiego di regolatori di alimentazione paralleli, mentre come stadio di amplificazione viene impiegato un costoso amplificatore operazionale audio. Spiccano all’occhio, sin dal primo contatto, i bellissimi connettori dorati del pannello posteriore.
All’ascolto il Monrio ADN-N mi ha lasciato piacevolissimamente impressionato sia nell’impiego con le testine a Magnete Mobile (Grado Platinum, Goldring 1042) sia con quelle MC (Sumiko Blue Point Special, Fidelity Research FR MKII VDH). In particolare si nota come non vi siano sostanziali variazioni di personalità sonora, se non quelle evidenti imposte dai pick-up, nell’impiego dell’uno o dell’altro sistema, e questo in una RIIA preamplificata ci dice, soprattutto, che la sezione MC non è stata realizzata tanto per mettercela, ma seguendo un criterio progettuale ben preciso.
Il suono è dolce e preciso, la dinamica è esplosiva mantenendo il guadagno al massimo (ed il rumore è veramente basso, insolitamente basso) e comunque eccellente anche con il guadagno al valore minimo (MM). La scelta dipende molto dalla testina. Io, ove possibile, preferirei mantenere il Monrio ADN-N al minimo guadagno, recuperando cosi’ in estensione sulle altissime frequenze e in precisione di restituzione dei particolari più minuti. Ma devo anche aggiungere cha la differenza timbrica non è poi cosi’ marcata, mentre più marcata è la differenza in termini di immagine stereofonica: con il guadagno al valore più basso la scena è estesissima ed estremamente ariosa, al guadagno massimo la scatola sonora si comprime un poco, pur rimanendo ottimale nelle proporzioni tra i piani, mentre si ha un’impressione di incrementata profondità: in realtà si tratta della maggiore dinamica sul basso, che unita ad una dose ancor minore di rumore ci porta a pensare che tale fenomeno avvenga. E’ un piccolissimo, uno dei tanti, effetto psicoacustico legato al rapporto tra volume e dinamica.
Il prezzo, alla luce delle prestazioni dimostrate, mi sembra notevolmente conveniente.